Europeo 2008

giugno 18, 2008 at 5:04 pm (Fuori dal coro)

Dopo tanto girovagare in altri forum, lasciatemi sfogare sul mio blog…

Eccoci quà: qualificati ai quarti…

Però… Già, io vedo un “però” grande quanto una carogna che sorvola sopra la carcassa di un animale morente…

Però questa Italia non mi è piaciuta, però questa Italia non ha mostrato un bel gioco, però abbiamo vinto senza essere i migliori. E l’Olanda ci ha dato una lezione di sport, di cui noi prendiamo solo il lato “utile”: il passaggio ai quarti. A questo punto mi domando: chi sono i “biscottari”? Chi sono quelli scorretti?

Non dico che dovevamo perdere, assolutamente no. Ma dico che i giornalisti non dovevano fare quello schifo salendo sul carro dei vincitori, “lisciando” tutti i giocatori, prima De Rossi, poi Pirlo, poi Ambrosini… Capisco che sono “rintuzzati” dagli sponsor, capisco che sono minacciati da silenzi stampa e da “non ti concedo l’intervista”… Capisco che la vera calciopoli non finirà mai…

Ma vengo al dunque: perchè dico questo? Cosa non mi è piaciuto? Riavvolgiamo il nastro…

Platone: potenza e atto
L’Italia scende in campo contro l’unica squadra che verosmilmente si è dimostrata più debole e più bollita della stessa Italia. Si affrontano le due “delusioni” mondiali, le squadre che dovrebbero (potenza) esprimere il meglio assoluto del calcio mondiale, e che esprimono (atto) il peggio. Due squadre prive di identità, di energie, di gioco. Due squadre che sembrano destinate al clamoroso fallimento, malmenate dall’Olanda, incapaci contro la Romania. L’ultima spiaggia, dove si cerca di aggrapparsi ai singoli, perchè si sa già che non si ha la squadra. Così Domenech e la Francia pregano santo Ribery, Donadoni e l’Italia, dopo l’apparizione di Toni e l’attesa di Di Natale e Del Piero, spera nell’ultimo asso da calare: Cassano.

Inno di Mameli
Donadoni conferma la necessità di giocatori del Milan (Fratelli d’Italia), ma l’Italia parte male: Pirlo non si vede, adombrato ancora da De Rossi, che ruba sempre palla al centro e poi, nel saltare la diga francese lascia il lento Pirlo alle sue spalle. Non sarà con i “se” e con i “ma” che si fa la storia, ma se non accade qualcosa, qui la storia non si farà… E qualcosa accade: uno sciagurato intervento di Ribery, ed il giocare finisce a terra: capisco subito che ormai tutto dipende da Olanda-Romania. Ed infatti si crea un vuoto proprio là, dove galleggiava Pirlo come una boa nella tempesta… Così De Rossi, invece di cercare l’affondo, può passare e correre meno, e Pirlo lancia… e lancia… (l’Italia s’è desta) e finalmente imbecca Toni, atterrato da Abidal: la partita è chiusa. E’ ancora 0-0, ma è chiusa. (Dov’è la vittoria?) Rigore ed 1-0. Pirlo si esalta, ma i giornalisti molto di più… alla fine un passaggio su 3 lo azzecca (ma, devo ammettere, in modo spettacolare)… Ma lui è “piede-caldo” Pirlo… Nonostante la superiorità numerica, il gioco dell’Italia non decolla e c’è la tendenza a chiudersi (stringiamci a corte)… Nel secondo tempo c’è pure spazio per Ambrosini (siam pronti alla morte)

Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo
si fossi Del Piero, invocherei “lo rogo!!! lo rogo!!!”…
si fossi Di Natale, Donadoni castigherei…
ma si fossi Toni, come sei e fosti,
terrei rigore e palo e li gol mangiati lasserei nascosti…

A.A.A.: salvatori della Patria cercasi
Donadoni gli avrà consegnato il numerino, come in macelleria: “Di Natale: 01″… “Del Piero: 02″… “Cassano: 03″… chissà a chi è toccato il numero “04″… perchè il macellaio stà per chiamare…

S-Cocciante
Avanti il prossimo… gli lascio il posto mio… Povero diavolo, che pena mi fai!!!!
Di Natale contro l’Olanda ha fatto una partita onesta, di più non poteva fare. E la formazione disposta da Donadoni non ha potuto fare di meglio.

Del Piero contro la Romania (daccordo, non sarà l’Olanda) ha fatto quel che poteva, anzi un pò di meno. Ha quasi segnato, ma la sua incornata ha visto la bella chisura del difensore rumeno. Ha tirato solo una punizione e l’ha sparacchiata alta. Di più, avrebbe potuto tirare le altre (ma purtroppo c’era “piede caldo” Pirlo, che ieri in Rai mi hanno fatto due marroni così!!!)…

Cassano contro la Francia, ha cercato di non strafare, di non cadere nella trance agonistica, di mettersi al servizio della squadra. Ma a far questo non è Di Natale, nè tantomeno Del Piero. E poi ha ballonzolato per il campo da sinistra a destra, passando anche per dietro le telecamere… Chissà cosa passava per la testa di Donadoni…

Camoranesi e Perrotta non sono attaccanti, ma forse Donadoni non lo sa. PSSS: Non ditelo a Donadoni, altrimenti, POOOIIIII(!!!), va in confusione…

La quiete dopo la tempesta
Ma che ci importa? L’Italia ha vinto, l’Olanda ha vinto… siamo passati, vuol dire che ce lo meritiamo… E poi meglio così, perchè se soffriamo allora vinciamo… E’ il destino, è la cabala: io quasi quasi smetterei di schierare i giocatori, tanto è tutto scritto… Il biscotto si è sciolto nella zuppa di kabala? Mah…

L’eretico
Ma parliamo di sport. Questa Italia non mi è piaciuta affatto. Quando ho visto il campo pesante (non sapevo la formazione) ho sperato che Cassano non venisse schierato titolare… speravo in Perrotta dietro Del Piero e Toni. Ho pensato che forse Gattuso poteva anche starci, anche se non ero daccordo. Sarà stata l’assenza di Ribery, o la staticità di Henry: devo cmq ammettere che Gattuso ha giocato una partita alquanto discreta. Invece non mi è piaciuto il 5-5-5 di Caniana memoria schierato da Donadoni. Cassano a sinistra, anzi no, a destra, anzi no al centro arretrato, anzi no, anzi si… Camoranesi a sinistra, anzi no, a destra, anzi no, dietro… uff… che mal di testa… Resto convinto che Cassano a sinistra e Camoranesi al centro solo in grave necessità, ma l’ho sempre detto: Camoranesi non va spostato o il suo rendimento cala. Così in una sola partita ci siamo bruciati Cassano e Camoranesi… e la possibilità di amalgamare la squadra. Aquilani è stato messo come i bimbi della primavera, giusto per fare presenza…

Next Level
Per fortuna Pirlo e Gattuso saltano la prossima, ma ahimè non hanno espulso Ambrosini, il che è quasi peggio…
Delle tre soluzioni di attacco, mi sembra lapalissiano che quella che ha visto Del Piero al fianco di Toni sia stata la più prolifica: un gol di Toni (annullato), un quasi goal di Del Piero (salvato sulla linea dal difensore, tocco di testa non visto dall’arbitro), azioni su azioni… E mi sembra chiaro che De Rossi è un punto fermo davanti alla difesa, capace di attraversare come un bisonte le maglie del centrocampo avversario… che i suoi tiri da fuori servono come il pane: da uno nasce il calcio d’angolo che porta al gol di Panucci, da una sua punizione/sassata nasce (chiamatemi tradizionalista) l’autogol di Henry… Cassano ha dimostrato di poter giocare come centrocampista avanzato, i suoi passaggi filtranti non hanno assolutamente nulla da invidiare a Pirlo, anche se Perrotta renderebbe il centrocampo più solido: ma in competizioni come l’Europeo, per me, serve una squadra capace di far goal…

La morale è sempre quella
Resto convinto della mia formazione!!! Forse dopo l’opaca prestazione di ieri di Cassano e la velocità degli spagnoli, mi farebbero dire: “Carmè, metti Perrotta titolare al posto di Cassano”. Ma le partite sono fatte anche di azzardi e di convinzioni. E cmq, non ci sono io a “Casa azzurri” a vedere lo stato di forma dei giocatori…
Qual’è la mia formazione? Beh, sin dall’inizio dell’Europeo, io professo questa:
__________________Buffon__________________
_Zambrotta___Panucci___Chiellini___Grosso_
_________________De Rossi_________________
Camoranesi________________________Aquilani
_________________Cassano__________________
_____________Toni___Del Piero_____________

Cassano dovrebbe giocare quasi in linea con Aquilani e Camoranesi, centrocampista avanzato. Le sostituzioni più “prevedibili” sarebbero quelle di Gamberini per Zambrotta con spostamento di Panucci sulla destra, ma solo in caso di forte calo di Zambrotta; Perrotta per Cassano, per dare maggiore solidità al centrocampo e per una formazione meno offensiva. Con Perrotta, sarebbe anche possibile spostare Aquilani al centro, ma certi aggiustamenti andrebbero fatti in funzione della formazione che si affronta. Cassano dovrebbe evitare di andare sulla sinistra per non chiudere Grosso (guardare la partita con la Romania per credere), a meno che lo stesso Grosso non sia in difficoltà nei ripiegamenti, nel qual caso Cassano dovrebbe aiutare Aquilani a spingere. In caso di estrema necessità, Camoranesi potrebbe anche accentrarsi e aiutare De Rossi in difesa, con spostamento di Cassano a destra, ma io stesso non credo in questa soluzione: Camoranesi è Camoranesi solo se gioca là dove l’ho messo!!! Peccato che non sia stato chiamato LeGrottaglie, che poteva essere un’ottima riserva in difesa (meglio che Gamberini), visto lo stato pietoso di Zambrotta, Quagliarella e Di Natale non so perchè siano stati convocati, soprattutto il secondo, visto che con Del Piero e Cassano rivestono lo stesso ruolo. Borriello è l’unica alternativa a Toni, ma solo in caso di reale urgenza… Pirlo, Gattuso e Ambrosini dovevano restare a casa (nonostante debba ammettere che l’ultima prestazione di Gattuso è stata discreta). Per Barzagli, magari fa curriculum…

La tattica che auspico? Affondi di Del Piero e Cassano sulla parte di centro sinistra: o si passa, o magari si ottiene qualche punizione in “zona Del Piero”, e Del Piero una su tre la manda dentro. Tiri da fuori (ma nello specchio!!) da parte di Aquilani e De Rossi, e magari (perchè no) Camoranesi, alla ricerca anche di calci d’angolo, viste le doti di Chiellini (pochi gol ma preziose torri), Panucci, Toni, ma anche De Rossi e Zambrotta. Sovrapposizioni sulle fasce tra Zambrotta e Camoranesi da una parte, e Grosso e Aquilani dall’altra. Inoltre Camoranesi e Aquilani hanno anche doti di incursori centrali. Insomma: vasta scelta… No a lanci lunghi con Toni a far la torre: non è il suo mestiere e le azioni si perdono troppo facilmente.

P.S.: Se vi sembra che lo schema “Tiro da fuori di De Rossi e palla in corner; corner, torre di Chiellini e goal di Panucci” sia “scopiazzato”, sappiate che l’avevo postato ben prima di Italia – Romania,a proposito di chi mi chiedeva che gioco avrei visto per questa “mia” formazione…

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Elezioni 2008 – Com’è andata

aprile 15, 2008 at 1:45 pm (Fuori dal coro)

Non mi aspettavo
Non mi aspettavo, ad essere sincero, una vittoria così schiacciante da parte del PdL. Dopo una campagna condotta dal PD all’insegna di un programma sempre più “popolare”, soprattutto dopo il silenzio dei sondaggi, con promesse di provvedimenti contro il precariato nei primi 100 giorni, con esternazioni contro le mafie e l’esclusione di alcuni personaggi “dubbi”; dopo una campagna condotta contro il “principale esponente dello schieramento avversario” che cercava ripetutamente lo scontro e riceveva un “no grazie, devo parlare di politica io”; dopo che il PdL cominciava ad apparire stanco e svuotato dei contenuti che contribuivano a formare il primo “contratto con gli italiani”. Ero fermamente convinto che il divario tra le due coalizioni si attestasse intorno al 2% alla Camera, e credevo che fosse addirittura possibile il ribaltone al Senato, magari grazie al voto disgiunto, con un governo tecnico e nuove elezioni dopo la riscrittura delle leggi elettorali, magari con nuovi candidati leader. Forse ho creduto, sbagliando, che gli italiani seguissero la cosa politica per avere indirizzamenti al voto. Invece aveva ragione l’On. Berlusconi, che aveva da subito capito che non era necessario impostare una campagna elettorale di contenuti, in quanto il risultato era stato già scritto con la sconfitta di misura del 2006, e cioè che sarebbe tornata la allora CdL alla caduta del Governo Prodi.

Sorprese
La sorpresa più grande resta, comunque, la caduta dell’On. Bertinotti, insieme all’On. Diliberto che aveva rinunciato al suo seggio a favore di un operaio in un “simbolico sacrificio”. La delusione più grande, che mi hanno dato gli italiani, è il successo dell’UdC, che si propone come nuovo “campanile italiano” con i suoi tre seggi conquistati nella terra dell’On. Cuffaro, a conferma che il SUD d’Italia non potrà mai cambiare. Una grande occasione persa per cancellare altre facce dal panorama politico italiano, approfittando del Porcellum per fare bonifica. Dal punto di vista politico, invece, la delusione maggiore l’ha data AN, che sciolta dall’On. Fini come decisione unipersonale, ha tolto all’Italia IL riferimento di destra; hanno fatto il possibile l’On. Storace e l’On. Santanchè, ma era una battaglia già persa in partenza, anche perchè l’orgoglio ed il programma di una destra moderna sono usciti troppo tardi, dopo inutili battibecchi con l’On. Mussolini e l’On. Berlusconi.

Buone notizie
Non mancano, dal mio punto di vista, le buone notizie. Non posso che accogliere favorevolmente il fatto che un transgender con il nome d’”arte” (se di arte si può parlare) di Luxuria più famoso che il suo nome di onorevole, non sia più tale. Non potevo sopportare di stipendiare (perchè, caro amico, come sai i politici sono dipendenti stipendiati dal popolo italiano!) un tale personaggio, che ha fatto della sua confusione sessuale una ragione di vita, che va avanti a colpi di bisturi ed imbottendosi di ormoni e poi vuole profondere insegnamenti morali e civici, che si intrufola nel bagno delle donne riuscendo a fare di questa sua performance l’unica attività parlamentare. E non posso che essere soddisfatto che stessa sorte sia capitata ad un personaggio quale Caruso che si intrufola nei supermercati saccheggiandoli e che devasta insegne di attività commerciali e che ancora blocca treni creando disagi ai viaggiatori in nome di contestazioni che, pur volendo considerare giuste, non possono giustificare simili atteggiamenti.

Cattive notizie
Da prendere negativamente, invece, la notizia che un partito quantomeno “ambiguo” come la Lega Nord, riesca ad avere un successo su scala nazionale così vasto, con un elettore su dieci abitanti. Un partito che si professa di destra, ma che non riconosce la nazione, che non ama il tricolore, che non canta l’inno, che non si batte per ufficializzare la lingua italiana. Che parla di Padania, di “Va pensiero” e di simbolo del carroccio, con una evidente conflittualità sia verso la Costituzione Italiana che verso il mandato di guidare un paese di cui riconosce un terzo come valido, e due terzi come da separare.

Una destra ideologica
Mi sarebbe piaciuto avere la possiblità di votare un partito di destra con il seguente programma:

  • incentivare l’amore per il paese rivitalizzando il significato del tricolore e dell’inno italiano, a cominciare dalle manifestazioni internazionali (come lo sport);
  • effettuare sempre il dialogo tra le parti al fine di acquisire maggiori indicazioni nelle fasi deliberatorie;
  • incentivare la meritocrazia ed attuarla a partire dalle cariche istituzionali e dagli impieghi statali;
  • rispettare le istituzioni pur non mancando di metterle in discussione quando non operano garantendo la correttezza e l’imparzialità;
  • diffondere la cultura e lo sport (non nel senso commerciale);
  • definire regole senza eccezioni, per snellire il corpus legis e la burocrazia, anche se questo può comportare inizialmente piccoli sacrifici per alcuni a vantaggio dei più; al contrario, non legiferare mai se gli svantaggi per la maggioranza superano i vantaggi della minoranza (il rispetto della maggioranza è un punto indiscutibile nel processo democratico!);
  • lotta alle mafie ed alle associazioni di potere che non siano basate sui meriti e sulle capacità individuali;
  • riconoscimento di uno stato di dovere che è prevalente allo stato di diritto (come sostenuto anche da Giuseppe Mazzini); rivalutazione della famiglia naturale e sua centralità nella vita della comunità; eliminazione della religione di stato e delle interferenze alla vita politica degli organi non politici e, soprattutto, non italiani.

Il programma che mi piacerebbe

  1. Un obiettivo da tenere sempre presente dovrebbe essere l’abbattimento del debito pubblico; si dovrebbe ridurre il rapporto deficit/PIL di almeno 4 punti percentuali l’anno, con l’obiettivo di scendere al 65% entro 10 anni; nei primi 3 anni ci si potrebbe accontentare anche di 2 punti percentuali, dovendo dare il tempo alle riforme di prendere piede.
  2. La famiglia dovrebbe trovare la sua centralità nella vita della comunità, perchè l’uomo non vive per se stesso sul lavoro dei suoi avi, ma deve migliorare il mondo che ha trovato a vantaggio delle generazioni future. Con tale scopo dovrà valutare tutti gli interventi.
  3. Modificare il sistema pensionistico al fine di garantirne l’autosostenibilità; introdurrei un coefficiente anagrafico contributivo di 105, che significa andare in pensione a 65 anni se si inizia a lavorare a 25; introdurrei un bonus di 1 punto per ogni figlio, più altri 2 punti per ogni figlio con un reddito superiore ad un minimo definito per legge, fino ad un massimo di 4 figli; darei anche un bonus di 1 punto ogni 10 anni di matrimonio, a partire dal compimento del 25esimo anno di età, più un contributo di 3 punti se non si è divorziato; in questo modo, il padre e marito “ideale” (rispetto a quanto descritto) potrebbe andare in pensione a 56 anni. Ovviamente, l’avere 4 figli che lavorano garantisce in un certo senso il pagamento della sua pensione, mentre l’incentivo sul matrimonio è un disincentivo al divorzio ed uno stimolo ad una scelta matura, cosciente e consapevole. Mi verrebbe anche da introdurre una “multa” elevata per chi usufruisce dei 3 punti per il non divorzio e divorzia entro 10 anni dall’essere andato in pensione, per evitare “furbate”. Gli incentivi al matrimonio e al non divorzio decadono in assenza di prole, propria o adottata.
  4. Abolizione delle regioni a statuto autonomo, ufficializzazione della lingua italiana come unica lingua (quindi niente più seggi in tedesco!), creazione di tre (e comunque non più di cinque) macro regioni; riduzione dei politici da 1000 a circa 200 in ambito nazionale, drastica riduzione a livello amministrativo locale. In particolare una Camera di 150 elementi assume un ruolo tecnico di governo, mentre un Senato di 50 elementi costituisce un organo di verifica dell’operato di governo e di tutela delle parti. Il Premier assume maggior potere decisionale, ed il suo incarico non può superare le due legislature. Possibilità di elezioni separate per Camera e Senato; al Senato dovrebbe prevalere una forte compontente “storico-politica” meritocratica (basata sul riconoscimento popolare del merito).
  5. Abolizione del precariato con assunzione di responsabilità da parte delle aziende, incentivazione delle attività “libere” (free-lance, consulenza) nel nucleo familiare tramite defiscalizzazione, solo in presenza di altro “stipendio fisso”. Introduzione di coefficienti che regolino le strutture aziendali, sia in termini di applicazione degli organigrammi che in termini di differenze retributive: ad esempio, si potrebbe fissare che il rapporto tra stipendio massimo e stipendio minimo in una azienda non sia superiore a 50 (cioè, se l’A.D. prende uno stipendio di 100.000€ al mese, allora il dipendente meno pagato dovrà prendere almeno 2.000€).
  6. Diffusione della cultura e dello sport, lotta alle mafie, al bullismo, al malcostume; insegnamento a non credere alle pratiche di occulto, alla superstizione, alle “paura” in genere ed educazione di prevenzione al gioco di azzardo. La religione diventa una libera scelta fuori dalle regole dello Stato e senza deroghe legislative per l’esercizio della stessa; per intenderci, niente burka, niente giorni santi o compiti vietati, etc. Resta la libertà di culto purchè non violi le regole dello Stato. Reintroduzione dell’ICI per la Chiesa e tassazione delle attività economiche della Chiesa (che devono essere considerate commerciali a tutti gli effetti di legge). Sovvenzione della ricerca, anche attraverso l’8%.
  7. Lotta alla immigrazione clandestina, criteri di ingresso e di permanenza severi; d’altro canto, maggiore integrazione per gli stranieri “meritevoli” che palesano la loro intenzione a trasferirsi a titolo definitivo in Italia. Obbligatoria la buona conoscenza scritta e parlata della lingua italiana.
  8. Abolizione delle tasse di possesso per i beni non di lusso, come la prima casa, la televisione (abolizione del Canone RAI), etc…
  9. Tasse per la produzione e il consumo di materiali inquinanti; raccolta differenziata e interventi strutturali sul trattamento dei rifiuti.
  10. Elaborazione di un “paniere di Stato” basato sui consumi medi di una famiglia “ideale” (e.g.: quella del sistema pensionistico), privo dei beni tecnologici non necessari; introduzione della una “scala mobile” per aumenti annuali che compensino la crescita inflazionistica.
  11. Controllo dei prezzi: il prezzo di riferimento di una casa di 100mq calpestabili in un dato confine territoriale non potrà superare di 10 volte il reddito netto annuale medio della stessa regione; ad esempio, se nel territorio di Lecce il reddito netto medio è di 13.000€ (1.000€ al mese per 13 mensilità), la casa di riferimento non potrà superare il prezzo di 130.000€. Prezzo imposto anche per i beni di prima necessità quali pane “standard”, pasta e latte. I produttori (e i costruttori) avranno inoltre l’obbligo di una produzione minima dei beni “standard”. Ad esempio, ogni panettiere dovrà sfornare una certa quantità minima di pane “standard” (adeguatamente definito) al prezzo (e.g.) di € 1,00/Kg.
  12. Garanzia minima dei servizi: laddove ci siano obblighi di legge o necessità innegabili, lo Stato si dovrà fare garante di coprire i servizi in questione. Ad esempio, dovrà mettere a disposizione dei cittadini una assicurazione che copra il requisito di obbligatorietà della RCA (essendo la macchina, per molti, indispensabile per il lavoro). Tale assicurazione potrà essere minimale, nel senso che potrà non prevedere polizze aggiuntive (Kasko, alti massimali), ma tale da consentire l’adempimento degli obblighi di legge. Questo garantirà il libero mercato dalla istituzione di “cartelli” ed il cittadino per la copertura dei servizi. Inoltre, l’istituto di assicurazioni dovrebbe generare utili (come ogni altra assicurazione) che andrebbero investiti per l’abbattimento del debito pubblico.
  13. Sostenibilità: gli sviluppi urbani ed edilizi non possono avere luogo se prima non si fanno i giusti investimenti/rafforzamenti sulle strutture e sui servizi; ad esempio, nei vari comuni non verranno date concessioni edilizie per costruzioni residenziali se prima non sarà certificata l’idoneità dei servizi (acqua, luce, gas, fognature) al conseguente aumento demografico.
  14. Riforma dei ministeri: le liste dei candidati a Ministro devono essere comunicate insieme alle liste elettorali; i ministri “perdenti” faranno parte del pool di consulenti (possibilmente 3) dei ministri vincenti.
  15. Riforma scolastica: scuola dell’obbligo fino al conseguimento di un diploma, istituti superiori più “tecnici” e ritorno al vecchio sistema di bocciature. Abolizione del 3+2 e dei crediti formativi; insomma un ritorno al vecchio modello con un rinnovamento dei contenuti, una maggiore formazione specialistica negli istituti superiori, un maggior controllo sullo standard qualitativo e produttivo degli alunni e dei docenti.

Il Governo che verrà
Potrei aspettare 10 giorni, e parlare col senno di poi, oppure lanciarmi in una previsione azzardata, come quella sull’esito delle elezioni, per poi correggermi dopo. La seconda che ho detto!! Sicuramente credo che avremo una composizione dell’esecutivo, o una spartizione della torta (che dir si voglia), con la formula del 20%-20%-60% tra Lega Nord, (ex)AN e FI. Nei primi 100 giorni assisteremo a un disastro Alitalia con aiuti di stato per una cordata filo-FI, e ad una raccolta di qualche sacco di immondizia a Napoli. Successivamente, via le tasse di successione, via il contributo di solidarietà del 4% (ovvero rivisitazione delle aliquote IRPEF), investimenti dei soldi dello stato nella imprese (quando si capirà che i soldi servono di più agli italiani?? Gli imprenditori prendano i loro rischi, altrimenti si diano all’agricoltura!!!). Si parte quindi con il federalismo fiscale e la Bossi-Fini bis, e con tutta una serie di provvedimenti che, almeno apparentemente, non cambiano nulla per l’italiano medio, nè abbassano il rapporto deficit/PIL. La crescita del PIL rasenterà lo 0% per i prossimi 2 anni, colpa del precedente Governo, mentre l’Italia acquisterà visibilità all’estero. Ma gli italiani continueranno a non vedere nulla. L’On. Casini farà davvero casino per cercare di avere un pò di visibilità, ma scalderà con i suoi la poltrona per almeno 3 anni, insieme a metà della Sinistra, mentre l’On. Veltroni si farà pressare dalla sinistra estrema, ma non cederà perchè ha capito che ha per le mani una macchina elettorale che aspetta di essere “modificata” e non zavorrata. L’On. Cossiga lancia l’allarme brigate e terrorismo, chiedendo all’On. Veltroni di farsi garante per le parti sociali e per la sinistra estrema; non sono d’accordo. Io chiederei all’On. Berlusconi di iniziare a sentire non il sostegno delle persone nè il calore della gente, ma semplicemente il bisogno della gente. Gente che illusa e bisognosa di un vero miracolo, non ha capito che non era questo il modo di chiederlo all’On. Berlusconi, che così andrà avanti convinto che il precariato è un bene e che Mangano è un eroe.

Conclusioni
Abbiamo perso la democrazia a vantaggio dell’oligarchia (come già anticipato in un precedente post), siamo chiamati a fare “X” su una scheda ma non possiamo scegliere chi ci rappresenti, abbiamo eletto al Senato persone giudicate colpevoli di collusione mafiosa, abbiamo votato per il precariato per protestare contro le tasse, abbiamo votato contro il PD perchè non vogliamo salari sociali, famiglie e adozioni gay. Siamo un paese che ha già sbandato da tempo; mi sento di dire che siamo come passeggeri della “macchina Italia” che si è schiantata contro un muro di idiozia, ed in preda a deliri onirici dovuti alla botta ed al dolore, udiamo suoni celestiali e non sentiamo le grida di dolore nè i soccorritori che vengono ad aiutarci. E a questo punto, vivere o morire non dipende più da noi.

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Elezioni 2008

marzo 31, 2008 at 1:46 pm (Fuori dal coro)

Stop alle telefonate
Ebbene si, per legge non si possono più pubblicare sondaggi visto che mancano circa due settimane al voto. Già, perchè i sondaggi potrebbero “turbare” gli elettori, o spingere questa massa “informe” verso una qualche posizione, visto che comunque l’elettore da solo è e resta una percorella smarrita priva di opinione.

Capisco che negli ultimi due giorni non si possa fare campagna elettorale, è una questione di “correttezza”, perchè eventuali affermazioni potrebbero non dare il tempo di una replica alla parte antagonista. Ma i sondaggi? Mah…

Lotta alla legalità
Nel frattempo, fatta la legge trovato l’inganno: non si possono pubblicare i sondaggi? Bene allora pubblichiamo le percentuali di vittoria calcolate sulle quote dei bookmakers… Che geni!!!

Ma se fatta una legge, troviamo sempre l’inganno, che le facciamo a fare le leggi?

Chi vincerà
Peccato che chiunque vincerà, difficilmente sarà una vittoria degli italiani.

I problemi, quelli seri intendo, li sanno tutti, sia a destra che a sinistra, ma purtroppo si gioca solo a “vincere” le elezioni e ad andare al potere, o a far cadere la maggioranza quando all’opposizione, a prescindere dai contenuti programmatici degli “avversari”: ma non dovremmo avere tutti il comune interesse del paese? Mah…

E per vincere, occorre promettere alle persone che “contano” di non risolvere i problemi: e queste sono le uniche promesse che la classe politica, solitamente, è “costretta” a mantenere. E purtroppo, le persone che “contano” non sono gli elettori, ma sono quel popolo di mafiosi, imbroglioni, sfruttatori, e comunque di “potenti” che hanno come unico interesse quello di mantenere in “semi-libertà” gli italiani: la semi-libertà è per loro che si illudono di essere liberi, mentre ai nostri cari “vip” interessa ciò che resta di questa semi-libertà, ovvero la nostra “semi”-schiavitù. Sempre più vigilata.

Il prodotto “politica”: agitare prima dell’uso
Il caro e simpatico (almeno questo glielo dobbiamo, non credete?) On. Berlusconi, nel ‘94 ci aveva promesso di “aggiustare l’Italia”: ma dove sono finite le sue immense capacità imprenditoriali e dirigenziali?

Sono sicuro che un governo di sinistra, che elogia i modelli spagnolo e olandese, che spinge per favorire le coppie omosessuali senza fare nulla per le famiglie “tradizionali” (e poi si lamentano che ci sono poche nascite: ah già! fecondazione self service!!!), che favoriscono il consumo di droghe, la pedofilia, il malcostume in genere, etc… sarà un danno per l’Italia, almeno dal punto di vista etico e morale.
Ma non credo più che un governo bis dell’On. Berlusconi possa apportare meno danni, almeno ora che è diventato troppo “accomodante” e “propagandistico”, e, perchè no, anche troppo centrista. Nessun italiano credeva che nel precedente governo non avrebbe fatto i suoi interessi, ma tutti si aspettavano che “qualcosa uscisse” anche agli italiani. In fondo la scuola era quella.

Utopia
E’ triste vedere una classe politica che fa della politica un mix tra reality e fiction, che non riesce ad arrivare ad idee a volte tanto semplici quanto potenzialmente efficaci. E che non riesce a costruire una seria classe politica per i prossimi 5-20 anni.

Cari candidati premier, dovete iniziare ad accogliere i contributi dei singoli cittadini, perchè noi non siamo solo elettori, non siamo il broglio che tanto vi contendete per legittimare il vostro abusivismo al potere, ma siamo Italiani, siamo il vostro popolo. Quindi fateci un favore: lavorate per far vincere gli italiani!!!

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Fantasilandia

marzo 25, 2008 at 4:35 pm (Fuori dal coro)

Parental control
Alcune delle cose che in seguito verranno dette o proposte potrebbero risultare non adatte ad un pubblico sensibile. Si sconsiglia la lettura a chi ha carenza di elasticità mentale e scarso spirito di dialogo.

La troppa libertà fa male
Credo che qualunque nutrizionista potrebbe confermare che le vitamine facciano bene al corpo umano, che siano essenziali, per l’uomo. Ma sono sicuro che qualunque nutrizionista sarebbe pronto anche a confermare che un eccesso di vitamine potrebbe avvelenare l’uomo. E quando ci si avvelena è necessario porre sotto regime controllato anche l’assunzione di vitamine.

Così è la libertà: serve, è necessaria, ma non bisogna abusarne; ci sono limiti da rispettare, oltre i quali occorre iniziare a dosarla.

Le uova nel paniere
Ovviamente parliamo di ISTAT, e del paniere, dove si collocano i famosi “tecnologici” che divenendo prontamente obsoleti permettono all’inflazione di restare bassa anche se i beni primari aumentano vertiginosamente. Non sarà il caso di rivedere il paniere? O così facendo, romperemmo a qualcuno le uova nel suddetto?

Chi mi paga la pensione
Voglio essere tremendamente semplicistico: per poter mandare in pensione una qualunque persona, ne servono altre due che lavorino e gli paghino detta pensione. Ma chi sono questi due “sfigati”? E qual’è l’età anagrafica e contributiva che rende questa proporzione consistente? Supponiamo (esempio!!!) di porre come condizione per la pensione la somma di età anagrafica e contributiva a 105 (quindi, per esempio, iniziando a lavorare a 25 anni si andrebbe in pensione a 65 anni con 40 anni di contributi). Proposta choc: un bonus a questa somma di 1 anno per ogni figlio, più un ulteriore bonus di 2 anni per ogni figlio con reddito superiore alla “soglia di povertà”. Cioè, con due figli che lavorano (i due che pagherebbero la pensione ;) ), la somma sarebbe 99, ovvero in pensione a 62 anni, iniziando a lavorare a 25. Con tre figli, addirittura si potrebbe andare in pensione a 61,5 anni, a 59 con 4. E sarebbe anche un incentivo a nascite e alla regolarizzazione delle posizioni lavorative.

La scala mobile
Forse non so nemmeno di cosa sto parlando, ma legare salari e obiettivi (come la pensione) al raggiungimento di risultati, non mi sembra una cosa tanto sbagliata. Ma sapete l’interesse a votare quelli che i risultati li vogliono veramente? Il salario, le pensioni, etc, dovrebbero essere banalmente coefficienti numerici da applicare al costo della vita e del denaro. Aumentano i prezzi? Aumentano gli stipendi, in modo da “annullare” gli aumenti dei prezzi, da renderli inutili. Sempre semplicistico, ma doveroso. E per ricongiurgemi ai due punti di prima, perchè come paniere non mettiamo tutto ciò che la nostra ideale famiglia di 4 persone consuma mediamente durante la sua vita?

Reazione a catena
Guardando “Mi manda Raitre”, e chiedendo venia se cito importi sbagliati, questa era la catena del latte: produttore 20cent al litro; lavorazione e inscatolamento 45cent al litro, distribuzione 1,10€ al litro, scaffale 1,50€ al litro.
Poi, tutto ad un tratto aumentano le materie prime, così al produttore il latte costa 25cent al litro. Però, cosa strana la catena si modifica così: lavorazione 55cent al litro, distribuzione 1,30€ al litro e scaffale 1,85€ al litro. Ma se l’aumento è stato di 5cent al litro, non deva divenire il prezzo allo scaffale di 1,55€?

Le catene di distribuzione
Essere calabrese e mangiare agrumi e pomodori lombardi, o peggio ancora cinesi, non è che sia il massimo. Non perchè i cari amici lombardi o i simpatici cinesi producano schifezze, ma più che altro perchè potrei pagare i pomodori a meno di 50cent, e li devo pagare oltre 1,50 €, perchè devo pagare la ditta che trasporta e distribuisce la merce. La cosa buffa? Lo stesso capita ai lombardi, che si deliziano di pomodori calabresi, al modico prezzo di oltre 1€ al chilo in più. Un sovrapprezzo di oltre il 200%. Wow!!! Si chiama ottimizzazione, e andrebbe oltre che studiata, anche applicata. Senza parlare poi della distruzione di prodotti effettuata per evitare la “sovraproduzione”, quello spiacevole fenomeno che permetterebbe a tutti di mangiare a costo minore, ma che porterebbe meno introiti alle aziende alimentari.

Senza libertà, senza colore
Immagina una provincia/regione, dove il prezzo dell’affitto e degli immobili è fortemente vincolato al reddito medio della stessa regione/provincia…
Immagina, se ogni panettiere avesse l’obbligo di produrre e mettere in vendita una determinata quantità di pane ad un prezzo imposto, e solo la restante parte a mercato libero. E così anche con le altre produzioni…
Immagina se le aziende pagassero forti penali se non rispettano una struttura organizzativa e una proporzionalità salariale tra livelli secondo un modello appositamente studiato…
Immagina se ogni industria pagasse sulla base di quanto inquina…

Sbadigli a Palazzo
Mille problemi, e per ciacuno mille soluzioni. Ma quali sono quelle corrette? Certo, anche una soluzione sbagliata andrebbe bene, per iniziare… Piuttosto che parlare parlare, e non fare mai nulla

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Treno per Utopia, ci accingiamo a lasciare la stazione di Democrazia

gennaio 17, 2008 at 2:41 pm (Fuori dal coro)

La ripartenza
Che la democrazia, come la si può normalmente intendere, sia impossibile, suona come un proclama di quella frangia nazifascista che l’uomo non riesce ad estirpare. Che poi la stessa democrazia possa portare come naturale conseguenza alla dittatura, sembra quasi un paradosso, arteficio di una mente folle.
Eppure Arrow, cinquant’anni fa, lo dimistrò (e per questo fu premiato anche con il Nobel); dimostrò l’impossibilità della democrazia, dimostrò la sua naturale convergenza alla dittatura.
E sebbene, scherzosamente, ho sempre detto che serviva una dittatura in Italia per cambiare le cose, oggi assisto ad una incalzante escalation verso l’istituzione di tale forma di governo.

Il tutto, passando per l’oligarchia, che rispecchia l’attuale panorama politico italiano.

I nomi sono sempre gli stessi, la casta è fatta. E ci si indigna, addirittura, se si viene criticati o indagati, eliminando già il diritto di opinione. Ci accontentano con finti ribelli, noglobal, trans e altri ancora, che si insinuano tra le righe del potere assoldati per simulare una forma di diversità di opinione che è effimera, finta.

Un popolo di quasi 60 milioni di persone, incapaci di ribellarsi a tale situazione: quale pusillanime forma virulenta è l’uomo? Capace di andare sulla luna, di costruire la grande muraglia, di inventare la Coca Cola e l’atomica… e poco importa se è un bene o un male…
Ed ora? Ora siamo assopiti a guardare quiz, telefilm che sono minisoap-opera, o come le chiamano adesso “fiction”, reality… mah, “non ci resta che piangere”… Uomo, che fine hai fatto?

Abbiamo fatto un altro passo nell’evoluzione e non ce ne siamo accorti…
Ma loro si, e sono là, a spingerci sempre più in questo baratro, a proporsi nella “Casa delle Grandi Libertà” o nella “Casa delle Grandi Intese”, sempre e comunque con quel senso di appagamento voyeuristico del piccolo uomo-telespettatore.
Cosa serve per svegliare l’italiano da questo torpore? Cosa serve per dire BASTA, alla classe politica attuale? Cosa serve per azzerare il vertice politico?
L’aviaria non è arrivata, non ci dà una mano nemmeno Al-Qaeda (consentitemi: è un coloritismo!!!), e la malasanità colpisce solo l’uomo “normale”; ma avete notato? i politici nemmeno si ammalano!!! Sono loro che innalzano l’età media dell’uomo italiano!!!
E non esiste contestatore, lotta di classe, guerra civile o incivile… è solo questione di cultura…

Occorre fondare una nuova forza, qualcosa che colpisce l’uomo alla radice della sua debolezza, nel senso sociale delle cose. E la mia speranza, la mia Utopia è questa… ma mentre la mia storia viaggia verso questa Utopia, il treno che mi porta si accinge a lasciare la stazione di Democrazia…

Social Wars: L’ultima speranza
Oggi tutto viaggi per motti e citazioni; allora, consentitemi di farlo anche io. E in questo voglio tentare di promuovere qualcosa di nuovo, la “Guerra Sociale”.
Avete capito bene: guerra!!! Ma non una guerra con le armi, non una guerra con morti, feriti e con tutti che escono sconfitti.

Usciamo dal luogo comune, facciamo una guerra giusta (e non per portare democrazia, tanto vi ho già detto come finisce!!), una guerra dove a vincere è l’uomo, una guerra dove il passato rappresenta l’orgoglio, il presente la conquista, ed il futuro la certezza.

Se credete che l’uomo possa cambiare, che questa Italia può cambiare, allora, (e qui ricito) caspita: ADRIANAAAA!!!!

Se credete nella politica della cultura, nella sua diffusione; se credete nell’etica e nella morale, a prescindere da qualunque condizionamento di fede; se credete nell’onestà, nella correttezza, nei valori umani; se credete nella forza d’animo, nello spirito di sacrificio; se siete disposti a vivere la vostra vita lottando, conquistando e migliorando il vostro mondo; se volete porre fine al parassitismo umano che logora tutto per vivere il suo presente e credete nell’obbligo dell’uomo di lasciare un mondo migliore;
Beh, se credete in tutto questo scrivetemi, postatemi anche privatamente le vostre idee, i vostri progetti… proviamo a costruire qualcosa di innovativo, qualcosa che manca e che oggi serve: una classe politica!!!

O, più in piccolo, facciamo almeno sentire la nostra voce.

Arrivo ad Utopia
Beh, questa parte è il futuro e tocca a noi tentare di scriverla…

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Libertà di informazione

novembre 8, 2007 at 1:06 pm (Fuori dal coro)

Libertà di espressione
E come in un incubo, in cui ti trovi all’improvviso catturato dalla furia degli elementi e ti manca l’aria per respirare e la forza di muoverti, in cui non vorresti ma ti senti soccombere e ti chiedi se davvero sia finita, così a volte, all’improvviso, cadi nella trappola di un pensiero che scava nella tua coscienza così in profondità da farti desiderare di esprimerlo ma per cui non trovi le parole, perchè ciò che ti circonda ha già abusato delle stesse parole che tu vorresti usare e che non riesci più a mettere insieme.

L’arte della notizia
Il sensazionalismo giornalistico ha di fatto commesso un esproprio linguistico e rubato una identità espressiva all’uomo, che proprio sull’uso della parola e della scrittura ha fondato la propria civiltà e costruito la sua storia.
Un discorso oggi appare come un quadro, in cui gli aggettivi svolgono il ruolo del colore, e spesso si pensa che più colori ci sono, più il quadro è bello.
Ma appare, si pensa.
Il vero artista dovrebbe sempre limitarsi ad esprimere la propria arte come sentimento allo stato puro, senza pensiero. Così dovrebbe fare il giornalista, raccontando la notizia così come è e senza contaminarla. Così dovrebbe fare il politico, che dovrebbe risolvere i problemi agendo e senza girarci intorno alla ricerca del loro lato fotogenico.
Io non sono un giornalista, non sono un politico, non sono nemmeno un pensatore. Ma sento l’esigenza di esprimermi, di dire ciò che penso, di leggere i fatti di oggi a modo mio, e di presentarveli così come mi appaiono, senza fronzoli; e mi accontento di presentarveli in bianco e nero, se è vero che il mio è un mondo senza colori.

Anno I, Numero 0
“I romeni un popolo amico”
L’immigrazione intesa come ingresso illegale nel nostro paese alla ricerca di un lavoro in nero o con il compito di mendicare o prostituirsi, viene spacciata come una risorsa senza la quale il paese crollerebbe. Si crede, o meglio si fa credere, che esistono lavori che gli italiani non vogliono fare. Ma hanno provato a chiedere ai padri di famiglia disoccupati?
E’ vero, occorre distinguere, ci sono gli immigrati “buoni” che vengono in italia per lavorare, che spesso portano con loro un bagaglio culturale o una equivalente ricchezza, così come è vero che ci sono molti italiani che di lavorare non ne hanno proprio voglia. Ma questo non vuol dire che non si possa entrare in Italia solo per vie legali e che ci sono lavori che nessuno vuole fare.

E quindi arriviamo al paradosso, dove un premier regista ci catapulta sul set di Visitors, ed entra fiducioso nella nave aliena, per poi uscire affermando: “Vengono in pace”. A questo punto il gobbo suggerisce al popolo: “Applausi”, mentre la “Resistenza” si organizza.

E pensare che sarebbe più facile spingere per un ingresso controllato e legalizzato, cercando di combattere il lavoro nero e di dare uno stipendio ad ogni famiglia, fatto salvo il caso degli svogliati cronici, dando anche un duro colpo alla criminalità organizzata.

Ma purtroppo è vero, siamo invasi. E chi sono in realtà i visitatori? Oggi abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta: politici, vip, giornalisti, l’elenco è lungo. Ma hanno un punto in comune: posseggono lo strumento per la comunicazione di massa, ne sono padroni o novelli Caronte traghettatori di anime deboli verso l’autoannientamento.

“Il vescovo anti-clan deve lasciare la Locride”
Storia di una promozione ecclesiastica.
Che però lascia inquietanti dubbi: la Chiesa è corrotta? E’ collusa con la mafia? Altrimenti perchè togliere il monsignore con questa “farsa” della promozione?
Mah…
Oppure: gli altri parroci sono inetti? Mafiosi? Svogliati? Altrimenti perchè dovrebbe dominare l’”angoscia” nei cittadini?

E anche qui la notizia si nasconde, perchè la religione è l’oppio dei popoli, e nel delirio di una annunciata astinenza si nasconde l’impotenza di lunghi decenni di una politica corrotta e fallimentare. Il problema nella Locride non c’è dubbio che esista, per i più è un vero dramma; ma non è il monsignore la soluzione. E’ solo il fumo buttato negli occhi dei poveri illusi.

Servirebbe una tabula rasa del panorama politico, ma dubito che alcuno di loro voglia fare harahiri promuovendo leggi per una politica pulita.

“Petrolio, prezzo in altalena”
Il petrolio è un problema, l’altalena è un gioco. E poi, l’altalena sale, poi riscende, poi risale, e poi riscende, ma sempre intorno allo stesso punto. Invece il petrolio no. Sale di 1 dollaro, scende di 20 centesimi, risale di un dollaro, scende di 10 centesimi. E lo stesso la benzina. Ci vogliono far credere che potrebbe essere una fase passeggera?

In un anno il barile è passato da circa 65 a quasi 100 dollari, è cresciuto del 50%. Perchè non ci dicono cosa accadrà quando l’euro, inevitabilmente, tornerà “normale” nei confronti del dollaro? Quanto poveri ci ritroveremo? Ci sarà quasi sicuramente una ondata di aumenti da far impallidire quel lontano 2001 che vide prima l’euro, poi l’attentato alle Torri Gemelle.

Sarebbe invece necessario trovare altre forme di energia, abolire la dipendenza dal petrolio. Invece di dare incentivi per i decoder digitali, perchè non incentiviamo auto elettriche? Perchè non informiamo meglio il cittadino sul nucleare? Tra 10 anni l’Iran sarà un colosso, sia dal punto di vista militare che come potenza economica, anche perchè la sua dipendenza dal petrolio sarà tale da consentirgli di fare guerra a tutti. Qualunque guerra.

“L’Inter crolla e risorge”
E siamo ora alla pagina dello sport. E mi verrebbe da dire: “E’ solo calcio”.
E che calcio: devastato da calciopoli, per un anno senza Juve, Milan, Fiorentina e Lazio e in parte anche quest’anno, perchè alcune società stanno ancora pagando.

E intanto l’Inter raccoglie immeritati frutti su campi spopolati. Uno scudetto a tavolino, uno in un campionato davvero falsato ma questa volta dalle istituzioni che dovevano regolarizzarlo, e strascichi per ancora uno o due anni. Ma si vuol far credere che l’Inter è stata grande, che la serie A non è mai morta.

In realtà vogliono solo che il business vada avanti, e tu, spettatore pagante, ci devi credere.

“Radiohead traditi dal «paga quanto vuoi»”
L’articolo sul Corriere lascia calcolare che abbiano avuto un compenso medio di oltre 1 euro per ogni copia scaricata, il che non è male, soprattutto in considerazione del fatto che i download saranno stati decisamente più degli album che avrebbero venduto, e non credo di esagerare se dicessi almeno 20 volte tanto. Il che, fatto due più due, significa che alla fine ogni copia potrebbe aver avuto un prezzo virtuale di 20 euro.
E allora?
Ritengo che le major abbiano tutti gli interessi a presentare l’iniziativa come un flop, perchè nessuno, ripeto NESSUNO, ha interesse a far si che sia l’utente a fissare il prezzo dei beni, perchè questo provocherebbe una perdita di controllo che si basa sulla povertà economica ed intellettuale in cui devono essere tenute le persone.

E, per inciso, per ogni supporto digitale che compro devo pagare una tassa alla SIAE, anche se usassi i supporti per i soli backup delle mie memorie, su cui credo di avere tutti i diritti di autore. Perchè la SIAE non pretende una analoga tassa dalle compagnie telefoniche che forniscono il supporto per il download digitale? Così la prossima volta, i Radiohead percepiranno qualche spicciolo in più.

Ovviamente, se tale follia da me suggerita dovessere mai vedere la luce, le associazioni consumatori assisteranno impotenti agli aumenti delle tariffe, come è stato per l’abolizione dei costi di ricarica.

“Very Important People”
Per finire, come in un “moderno” TG, il tanto atteso GOSSIP, che oggi occupa almeno il 20% del panorama informativo; almeno il 50% se ci spostiamo sulle reti “giovanili”. L’acronimo VIP in realtà ha sempre definito una spaccatura tra classi, creando una minoranza d’elite, una scrematura di quelli che un tempo furono i profeti, poi senatori, e quindi luminari. Ma poi vennero i nobili, e pian piano i personaggi TV. Oggi assistiamo ad una vera invasione delle cavallette, personaggi presunti importanti, ma per cosa? Riprese hard amatoriali si trovano anche in edicola, mentre presunti principi e nobili di altri tempi sono sempre più ereditieri senza classe e senza stile. E che dire dei personaggi che diventano famosi per essere famosi? Sembra un paradosso ma è il concetto delle varie trasmissioni quali “Amici” e “L’isola dei famosi” e similari. Il primo ti propone e ripropone tutti i giorni lo stesso volto, ti obbliga a sentirlo familiare, ti coinvolge sfruttando il tuo voyeurismo, ti promette di svelarti ciò che hai sempre morbosamente desiderato, e alla fine ti vende per tanti anni sempre lo stesso prodotto: niente. Il nulla nelle sue più bizzarre forme. Persone senza talento, senza cultura, che spesso non riescono nemmeno a parlare un italiano accettabile (pur essendo italiani!!). Ballerini che non sanno ballare, cantanti che non sanno cantare, personaggi TV che in TV non sanno stare. Lasciate che un brivido intenso percorra la vostra schiena: agghiacciante.

Una volta c’era la Corrida per gli scemi del paese, oggi, la TV è tutta una Corrida e gli scemi si pongono come modelli per i più giovani. Ucciso ogni valore, umiliata la cultura, cosa resta?

E l’”isola”, che ormai non è più la tanto definita terra circondata in tutti i suoi lati dalle acque, ma è l”ISOLA”, quella dove signor nessuno vanno in qualità di famosi senza aver mai fatto nulla nella vita. Ho persino visto andare sull’”ISOLA” persone famose per aver partecipato ad un reality. Signori, la ricorsione della fama senza clasusola di uscita. E ancora una volta rabbrividisco.

Così abbiamo quelle che un tempo sarebbero state appena discrete soubrette che oggi fanno le attrici. O almeno ci provano. Le presentatrici. O almeno ci provano. Le giornaliste. O almeno ci provano. Per non parlare dei vari prodotti del vivaio maschile. Pensare che la massima espressione del sex-appeal maschile per anni sono stati un paio di occhioni azzurri tutti e solo rivolti alle casalinghe represse!!! Ma sul maschio, occorrerà presto aprire una nuova parentesi. Perchè dopo una pubblicità in cui una donna chiede ad un uomo tutto provato allo specchio “com’è stato?”, io vedo solo due possibilità: che l’uomo come un novello Gesù Cristo vada a piedi nel deserto per 40 giorni senza talco e lozioni per le mani a ritrovar se stesso, oppure, che come un poliziotto sospeso dal servizio riconsegni pistola e distintivo. E purtroppo, questa seconda strada, oggi, è la più seguita. Ma lo dico ad un popolo che decide di eleggere persone che fanno del sesso la propria ragione di vita? Che decidono che le mie tasse possano tradursi in stipendio per un trans che pensa quasi esclusivamente ai diritti dei gay e delle famiglie non convenzionali quando oggi le famiglie sono praticamente distrutte? Ed il prossimo passo, sarà la lotta per le quote viola in parlamento?

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