Libertà di informazione
Libertà di espressione
E come in un incubo, in cui ti trovi all’improvviso catturato dalla furia degli elementi e ti manca l’aria per respirare e la forza di muoverti, in cui non vorresti ma ti senti soccombere e ti chiedi se davvero sia finita, così a volte, all’improvviso, cadi nella trappola di un pensiero che scava nella tua coscienza così in profondità da farti desiderare di esprimerlo ma per cui non trovi le parole, perchè ciò che ti circonda ha già abusato delle stesse parole che tu vorresti usare e che non riesci più a mettere insieme.
L’arte della notizia
Il sensazionalismo giornalistico ha di fatto commesso un esproprio linguistico e rubato una identità espressiva all’uomo, che proprio sull’uso della parola e della scrittura ha fondato la propria civiltà e costruito la sua storia.
Un discorso oggi appare come un quadro, in cui gli aggettivi svolgono il ruolo del colore, e spesso si pensa che più colori ci sono, più il quadro è bello.
Ma appare, si pensa.
Il vero artista dovrebbe sempre limitarsi ad esprimere la propria arte come sentimento allo stato puro, senza pensiero. Così dovrebbe fare il giornalista, raccontando la notizia così come è e senza contaminarla. Così dovrebbe fare il politico, che dovrebbe risolvere i problemi agendo e senza girarci intorno alla ricerca del loro lato fotogenico.
Io non sono un giornalista, non sono un politico, non sono nemmeno un pensatore. Ma sento l’esigenza di esprimermi, di dire ciò che penso, di leggere i fatti di oggi a modo mio, e di presentarveli così come mi appaiono, senza fronzoli; e mi accontento di presentarveli in bianco e nero, se è vero che il mio è un mondo senza colori.
Anno I, Numero 0
“I romeni un popolo amico”
L’immigrazione intesa come ingresso illegale nel nostro paese alla ricerca di un lavoro in nero o con il compito di mendicare o prostituirsi, viene spacciata come una risorsa senza la quale il paese crollerebbe. Si crede, o meglio si fa credere, che esistono lavori che gli italiani non vogliono fare. Ma hanno provato a chiedere ai padri di famiglia disoccupati?
E’ vero, occorre distinguere, ci sono gli immigrati “buoni” che vengono in italia per lavorare, che spesso portano con loro un bagaglio culturale o una equivalente ricchezza, così come è vero che ci sono molti italiani che di lavorare non ne hanno proprio voglia. Ma questo non vuol dire che non si possa entrare in Italia solo per vie legali e che ci sono lavori che nessuno vuole fare.
E quindi arriviamo al paradosso, dove un premier regista ci catapulta sul set di Visitors, ed entra fiducioso nella nave aliena, per poi uscire affermando: “Vengono in pace”. A questo punto il gobbo suggerisce al popolo: “Applausi”, mentre la “Resistenza” si organizza.
E pensare che sarebbe più facile spingere per un ingresso controllato e legalizzato, cercando di combattere il lavoro nero e di dare uno stipendio ad ogni famiglia, fatto salvo il caso degli svogliati cronici, dando anche un duro colpo alla criminalità organizzata.
Ma purtroppo è vero, siamo invasi. E chi sono in realtà i visitatori? Oggi abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta: politici, vip, giornalisti, l’elenco è lungo. Ma hanno un punto in comune: posseggono lo strumento per la comunicazione di massa, ne sono padroni o novelli Caronte traghettatori di anime deboli verso l’autoannientamento.
“Il vescovo anti-clan deve lasciare la Locride”
Storia di una promozione ecclesiastica.
Che però lascia inquietanti dubbi: la Chiesa è corrotta? E’ collusa con la mafia? Altrimenti perchè togliere il monsignore con questa “farsa” della promozione?
Mah…
Oppure: gli altri parroci sono inetti? Mafiosi? Svogliati? Altrimenti perchè dovrebbe dominare l’”angoscia” nei cittadini?
E anche qui la notizia si nasconde, perchè la religione è l’oppio dei popoli, e nel delirio di una annunciata astinenza si nasconde l’impotenza di lunghi decenni di una politica corrotta e fallimentare. Il problema nella Locride non c’è dubbio che esista, per i più è un vero dramma; ma non è il monsignore la soluzione. E’ solo il fumo buttato negli occhi dei poveri illusi.
Servirebbe una tabula rasa del panorama politico, ma dubito che alcuno di loro voglia fare harahiri promuovendo leggi per una politica pulita.
“Petrolio, prezzo in altalena”
Il petrolio è un problema, l’altalena è un gioco. E poi, l’altalena sale, poi riscende, poi risale, e poi riscende, ma sempre intorno allo stesso punto. Invece il petrolio no. Sale di 1 dollaro, scende di 20 centesimi, risale di un dollaro, scende di 10 centesimi. E lo stesso la benzina. Ci vogliono far credere che potrebbe essere una fase passeggera?
In un anno il barile è passato da circa 65 a quasi 100 dollari, è cresciuto del 50%. Perchè non ci dicono cosa accadrà quando l’euro, inevitabilmente, tornerà “normale” nei confronti del dollaro? Quanto poveri ci ritroveremo? Ci sarà quasi sicuramente una ondata di aumenti da far impallidire quel lontano 2001 che vide prima l’euro, poi l’attentato alle Torri Gemelle.
Sarebbe invece necessario trovare altre forme di energia, abolire la dipendenza dal petrolio. Invece di dare incentivi per i decoder digitali, perchè non incentiviamo auto elettriche? Perchè non informiamo meglio il cittadino sul nucleare? Tra 10 anni l’Iran sarà un colosso, sia dal punto di vista militare che come potenza economica, anche perchè la sua dipendenza dal petrolio sarà tale da consentirgli di fare guerra a tutti. Qualunque guerra.
“L’Inter crolla e risorge”
E siamo ora alla pagina dello sport. E mi verrebbe da dire: “E’ solo calcio”.
E che calcio: devastato da calciopoli, per un anno senza Juve, Milan, Fiorentina e Lazio e in parte anche quest’anno, perchè alcune società stanno ancora pagando.
E intanto l’Inter raccoglie immeritati frutti su campi spopolati. Uno scudetto a tavolino, uno in un campionato davvero falsato ma questa volta dalle istituzioni che dovevano regolarizzarlo, e strascichi per ancora uno o due anni. Ma si vuol far credere che l’Inter è stata grande, che la serie A non è mai morta.
In realtà vogliono solo che il business vada avanti, e tu, spettatore pagante, ci devi credere.
“Radiohead traditi dal «paga quanto vuoi»”
L’articolo sul Corriere lascia calcolare che abbiano avuto un compenso medio di oltre 1 euro per ogni copia scaricata, il che non è male, soprattutto in considerazione del fatto che i download saranno stati decisamente più degli album che avrebbero venduto, e non credo di esagerare se dicessi almeno 20 volte tanto. Il che, fatto due più due, significa che alla fine ogni copia potrebbe aver avuto un prezzo virtuale di 20 euro.
E allora?
Ritengo che le major abbiano tutti gli interessi a presentare l’iniziativa come un flop, perchè nessuno, ripeto NESSUNO, ha interesse a far si che sia l’utente a fissare il prezzo dei beni, perchè questo provocherebbe una perdita di controllo che si basa sulla povertà economica ed intellettuale in cui devono essere tenute le persone.
E, per inciso, per ogni supporto digitale che compro devo pagare una tassa alla SIAE, anche se usassi i supporti per i soli backup delle mie memorie, su cui credo di avere tutti i diritti di autore. Perchè la SIAE non pretende una analoga tassa dalle compagnie telefoniche che forniscono il supporto per il download digitale? Così la prossima volta, i Radiohead percepiranno qualche spicciolo in più.
Ovviamente, se tale follia da me suggerita dovessere mai vedere la luce, le associazioni consumatori assisteranno impotenti agli aumenti delle tariffe, come è stato per l’abolizione dei costi di ricarica.
“Very Important People”
Per finire, come in un “moderno” TG, il tanto atteso GOSSIP, che oggi occupa almeno il 20% del panorama informativo; almeno il 50% se ci spostiamo sulle reti “giovanili”. L’acronimo VIP in realtà ha sempre definito una spaccatura tra classi, creando una minoranza d’elite, una scrematura di quelli che un tempo furono i profeti, poi senatori, e quindi luminari. Ma poi vennero i nobili, e pian piano i personaggi TV. Oggi assistiamo ad una vera invasione delle cavallette, personaggi presunti importanti, ma per cosa? Riprese hard amatoriali si trovano anche in edicola, mentre presunti principi e nobili di altri tempi sono sempre più ereditieri senza classe e senza stile. E che dire dei personaggi che diventano famosi per essere famosi? Sembra un paradosso ma è il concetto delle varie trasmissioni quali “Amici” e “L’isola dei famosi” e similari. Il primo ti propone e ripropone tutti i giorni lo stesso volto, ti obbliga a sentirlo familiare, ti coinvolge sfruttando il tuo voyeurismo, ti promette di svelarti ciò che hai sempre morbosamente desiderato, e alla fine ti vende per tanti anni sempre lo stesso prodotto: niente. Il nulla nelle sue più bizzarre forme. Persone senza talento, senza cultura, che spesso non riescono nemmeno a parlare un italiano accettabile (pur essendo italiani!!). Ballerini che non sanno ballare, cantanti che non sanno cantare, personaggi TV che in TV non sanno stare. Lasciate che un brivido intenso percorra la vostra schiena: agghiacciante.
Una volta c’era la Corrida per gli scemi del paese, oggi, la TV è tutta una Corrida e gli scemi si pongono come modelli per i più giovani. Ucciso ogni valore, umiliata la cultura, cosa resta?
E l’”isola”, che ormai non è più la tanto definita terra circondata in tutti i suoi lati dalle acque, ma è l”ISOLA”, quella dove signor nessuno vanno in qualità di famosi senza aver mai fatto nulla nella vita. Ho persino visto andare sull’”ISOLA” persone famose per aver partecipato ad un reality. Signori, la ricorsione della fama senza clasusola di uscita. E ancora una volta rabbrividisco.
Così abbiamo quelle che un tempo sarebbero state appena discrete soubrette che oggi fanno le attrici. O almeno ci provano. Le presentatrici. O almeno ci provano. Le giornaliste. O almeno ci provano. Per non parlare dei vari prodotti del vivaio maschile. Pensare che la massima espressione del sex-appeal maschile per anni sono stati un paio di occhioni azzurri tutti e solo rivolti alle casalinghe represse!!! Ma sul maschio, occorrerà presto aprire una nuova parentesi. Perchè dopo una pubblicità in cui una donna chiede ad un uomo tutto provato allo specchio “com’è stato?”, io vedo solo due possibilità: che l’uomo come un novello Gesù Cristo vada a piedi nel deserto per 40 giorni senza talco e lozioni per le mani a ritrovar se stesso, oppure, che come un poliziotto sospeso dal servizio riconsegni pistola e distintivo. E purtroppo, questa seconda strada, oggi, è la più seguita. Ma lo dico ad un popolo che decide di eleggere persone che fanno del sesso la propria ragione di vita? Che decidono che le mie tasse possano tradursi in stipendio per un trans che pensa quasi esclusivamente ai diritti dei gay e delle famiglie non convenzionali quando oggi le famiglie sono praticamente distrutte? Ed il prossimo passo, sarà la lotta per le quote viola in parlamento?